Vi siete mai chiesti come costruire un menù cocktail profittevole?
Infatti, un menù cocktail profittevole non nasce dalla creatività, ma da una serie di decisioni strutturate.
Il gusto è soltanto un fattore quando si parla della costruzione di un menù, ciò che fa davvero è un buon controllo sui costi, prezzi, rotazione e sulla percezione del valore.
Questa guida è pensata per chi lavora dietro le quinte o davanti al bancone e che ha come obiettivo la costruzione di un menù che regga economicamente, senza sacrificare identità e qualità.
Costruire un menù cocktail profittevole – Definisci il ruolo del nenù.
Prima ancora di pensare a cosa inserire nel tuo menù, devi chiarire una cosa:
“Il menù serve ad esprimere creatività o sostenere l’attività?”
Le due cose possono sicuramente coesistere, ma non hanno lo stesso peso.
Poniti queste domande:
- Il mio locale si basa sui volumi o sul posizionamento?
- Voglio una rotazione di tavoli rapida, o un’esperienza?
- Il menù deve semplificare od esaltare il nostro lavoro?
La prima condizione per un menù cocktail profittevole è che sia creato partendo da un chiaro obiettivo.
Analizza i costi reali
Un errore frequente è sottostimare i propri costi oppure farli un po’ a spanne, cercando di capire circa quanto costa “un drink”, senza andare a diversificare.
Per quanto sia un lavoraccio (che però non va fatto spesso), devi conoscere per ogni singolo drink:
- Costo della decorazione
- Costo degli ingredienti
- Costo del ghiaccio (si)
- Costo sprechi
- Tempo di preparazione – ti aiuta coi volumi e con la gestione del costo personale
Misurare è il primo passo verso la profittabilità.
Definisci un target di costo sostenibile
Un menù cocktail profittevole non punta al margine massimo su ogni drink, cerca di raggiungere un equilibrio sostenibile.
Cerchiamo di raggiungere questo equilibrio sottile:
- Alcuni cocktail con alto margine
- Alcuni che rendono meno, ma aumentano la rotazione (volumi)
- Pochi drink “immagine” – Quelli da fiko che piacciono tanto ai bartender.
Avere drink meno profittevoli non è di per sé un problema, lo diventa nel momento in cui non sappiamo quali sono e come gestirli.
Suddividi il menù in categorie – non per gusto
Un menù cocktail che vende, è un menù cocktail leggibile.
Cerca una suddivisone che possa orientare il cliente verso le proprie preferenze, puoi orientarli con stile, intensità, esperienza.
Crea categorie chiare e facilmente intuibili, in modo tale da poter avere un cliente in grado di decidere in fretta, che porta ad un ordine più rapido, spesso più ordini e a dare più ritmo e velocità al servizio stesso.
Anche la chiarezza è una leva economica.
Limita il numero di cocktail
Per quanto questa sia la parte più controintuitiva dell’articolo, si, anche limitare il numero di cocktail è importante e necessario per avere un menù cocktail più profittevole.
Un menù troppo ampio porta a tre principali problemi, che dobbiamo evitare a tutti i costi:
- Confusione del cliente – menù dispersivo
- Rallenta il servizio – Domande, maggior tempo per scegliere
- Aumenta sprechi ed errori – Magazzino ingestibile, personale difficile da formare sulle proposte
Un raggio di sostenibilità per la maggior parte dei locali varia fra i 12 ed i 18 cocktail, devi aggiungere una voce? Chiediti se la ragione è economica od emotiva.
Scrivi descrizioni che vendono, non cercare di impressionare.
Il cliente non legge il menù come un bartender, già.
Tanti bartender che si trovano a scrivere menù lo fanno con l’idea di impressionare clienti o colleghi, ma un menù cocktail profittevole non ha interesse nei confronti delle tue grandi doti di miscelatore, vuole farsi capire da chi paga il conto.
Descrizione efficace:
- Breve
- Focus sul gusto, non sulla tecnica
- Riducono l’incertezza – parlano chiaro
Da evitare:
- Ingredienti incomprensibili
- Termini troppo tecnici
- Storytelling alla odissea del top bartender che ha trovato l’ingrediente nel giardino della nonna sabato pomeriggio a sei anni e li ha capito che era destinato a diventare il miglior bartender della storia
Il menù deve aiutare a scegliere, non a dimostrare competenza.
Etichette di prezzo basate sulla logica, non sul confronto.
Spesso quando si prezzano i prodotti, si tende a buttare l’occhio sulla competizione.
Lo capisco perché l’abbiamo fatto tutti, spesso capita ancora anche a me di vedere prezzi di competitor diversi dai miei e sentirmi un po’ a disagio, o a mandare un preventivo e temere di essere “troppo caro”.
Questo non significa però che sia l’azione corretta e più furba da fare, infatti, il prezzo deve tenere conto di:
- Posizionamento – chi sono?
- Target – chi è il mio cliente ideale?
- Struttura dei costi – che costi ho? Ci “sto dentro”?
- Percezione del valore – che soglia di qualità voglio esprimere coi miei prodotti?
Il menù può essere un ottimo strumento per:
- Creare ancore di prezzo – Inizia con signature e proposte originali più alte di prezzo
- Guidare le scelte – Struttura il menù per portare l’occhio dove vorresti vada
- Rendere alcuni cocktail più convenienti all’occhio del cliente – Un po’ un riassunto delle prime due voci
Il prezzo non è soltanto matematica e media nazionale, ma anche comunicazione.
Menù cocktail profittevole – Analisi delle vendite
Un altro punto importante per un menù cocktail profittevole, è fare in modo che, una volta che il menù si trova pubblico ed un po’ rodato, non dimentichiamo di monitorare le vendite.
- Raccogli i dati
- Osserva cosa vende
- Confronta margine e venduto
Un’altra cosa importante una volta che abbiamo monitorato queste cose è valutare i nostri drink per sé, cercando di capire:
- Quali proteggere
- Quali spingere con la vendita (lavoro del personale)
- Quali ottimizzare (nome, descrizione)
- Quali purtroppo, vanno eliminati
Abbiamo capito che il menù è uno strumento vivo, dobbiamo di conseguenza mantenerlo in vita attraverso una gestione dinamica.
Aggiorna con criterio
Cambiare il menù e seguirne l’andamento, non significa che ogni mese ci dobbiamo trovare nella situazione di avere un menù nuovo, è molto importante avere un criterio di aggiornamento.
Aggiorna il menù quando:
- I costi aumentano
- Il comportamento del cliente cambia
- Alcuni drink non lavorano più
- Il team fa fatica a reggere il servizio
Dobbiamo capire che il menù non va difeso a prescindere, possiamo averlo strutturato bene, ma a volte si pongono davanti a noi delle variabili che ci “consigliano” di aggiornarlo.
Menù cocktail profittevole – Conclusione
Avere un menù cocktail profittevole significa passare da una creatività istintiva ad una buona gestione di essa, trasformandola in uno strumento sostenibile nel tempo.
Un buon menù è un grado di farsi carico di supportare il cliente nella scelta, il personale nella vendita e di rendere il locale solido nel tempo, proteggendo i suoi margini.
Abbiamo capito che la conseguenza è che non serve essere un gruppo enorme per applicare le strategie di menù engineering, è sufficiente avere a cuore il proprio locale, attraverso metodo, una buona raccolta dei dati ed una visione imprenditoriale, oltre che operativa.
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